donne disobbedienti, di Ester Rizzo, recensione di Daniela Domenici

Donne disobbedienti, donne da non dimenticare, donne a cui dedicare attenzione, ricordi, articoli, intitolazioni, donne di cui parlare nelle scuole di ogni ordine e grado, Donne con la D maiuscola che, grazie alla loro disobbedienza, ci hanno permesso di essere più libere, più preparate, più pronte a rivendicare i nostri diritti: grazie dal profondo del cuore a Ester Rizzo che ha avuto la pazienza di ricostruire le storie di queste splendide DONNE e ce le racconta, con meravigliosa passione ed empatia ma, soprattutto con profonda conoscenza di ognuna di loro e grazie a uno stile narrativo così fluido e attraente che il libro vola via in un soffio.

Andrebbe fatto adottare nelle scuole medie e in tutti gli ordini di scuole superiori perché le nostre adolescenti sappiano chi ha spianato la strada, con coraggiosa disobbedienza che, spesso, si è conclusa con la morte, per la loro attuale vita in cui hanno la possibilità di studiare, di comunicare, di avere diritti, di non dover più subire prepotenze, prevaricazioni, imposizioni a causa del proprio sesso com’è accaduto a tutte le straordinarie protagoniste scelte da Ester Rizzo.

L’autrice ha scelto, provocatoriamente, come prima disubbidiente Eva per poi proseguire con i capitoli dedicati alle monache disobbedienti, alle donne disobbedienti contro il nazifascismo e il razzismo, a quelle contrarie alla guerra, poi due donne “disobbedienti” che facevano parte delle 21 della Costituente e due che hanno cambiato le leggi; c’è poi un corposo e commovente capitolo dedicato alle disobbedienti afghane e uno alle donne che si sono ribellate a mafia, camorra e ‘ndrangheta.

Rizzo conclude con tre disobbedienti di oggi, Olga Misik, Greta Thunberg e la capitana Carola Rackete che ha avuto il coraggio di disobbedire perché così facendo “ha seguito una sola rotta…quella universale della solidarietà umana, di chi ancora ha cuore e sensibilità”: grazie a Ester Rizzo per aver seguito anche lei quella rotta e averci regalato questo libro-gioiello.

 

dobbiamo sempre fare memoria, di Daniela Domenici

dobbiamo sempre fare memoria

di tutti gli orrori della storia

di tutti i lager e i gulag che ancora esistono e non vediamo

di tutti i naufragi, morti innocenti a cui, purtroppo, assistiamo

dobbiamo dare testimonianza costante

in ogni luogo, in qualunque istante

di tutte le donne straordinarie dai libri dimenticate

artiste, musiciste, scienziate, scrittrici: ci sono state!

Dobbiamo a figlie e figli il rispetto insegnare

l’ascolto, la tolleranza, l’accoglienza da dare

perché quando impareranno che la storia attuale di altre stragi ha tutti i germi

capiranno che sta a loro far sì che più non accadano, non devono stare ferme/i